Enciclopedia R

Enciclopedia di Bricoportale. Termini che che iniziano con “R”

Metallo che ha la proprietà di essere un ottimo conduttore di elettricità e di calore oltre ad essere molto malleabile e duttile.È il componente principale dei conduttori dei cavi elettrici e si salda facilmente con la normale lega stagno-piombo  con saldatore elettrico, a stilo o a mazzetta. Poichè resiste ottimamente all´azione dell´aria e dell´acqua (non salata) può essere utilizzato per realizzare coperture, grondaie e converse  di lunga durata.Sono in rame i tubi flessibili che vengono normalmente utilizzati in molti impianti idrici e di riscaldamento. Il loro impiego è facilitato dal fatto che non sono necessari giunti per eseguire curve in quanto il tubo di rame si piega facilmente con le mani o con il curvatubi.

Accessorio che serve per rigenerare la filettatura di un bullone o di una barra filettata quando questa è danneggiata da colpi accidentali. La lima ravvivafiletti è costituita da una barra a sezione quadra sulle facce della quale sono riportate delle dentellature , spaziate in modo diverso, per adattarsi a quatro filetti diversi. Per rigenerare la filettatura si deve individuare la giusta faccia che combacia con la filettatura da rigenerare, si poggia la dentellatura sul filetto e si fa muovere la lima ravvivafiletti avantie  indietro in modo che i denti rigenerino le creste e le gole del filetto stesso.

Elemento, variamente strutturato, dell´impianto di riscaldamento, che cede calore all´interno dell´abitazione.Detto, impropriamente "termosifone", può essere a elementi affiancati e modulari , oppure a pannello doppio in lamiera d´acciaio. Il primo tipo è senz´altro il migliore in quanto dura moltissimo, ha un ottimo scambio di calore e può essere allungato o accorciato a piacere aggiungendo o togliendo elementi. Il radiatore è sospeso alla parete per mezzo di due zanche  murate nella parete ed è collegato a due tubi:quello di afflusso dell´acqua calda e quello di deflusso.All´entrata del primo c´è il volantino di chiusura chiusura o apertura, all´imbocco del secondo c´è la valvola d´intercettazione che si azione a vite. Chiudendo entrambi è possibile asportare il radiatore per riparazioni o per pitturazioni.In generale il radiatore non crea particolari problemi se non quei BAFFI che esso forma sulla parete e della polvere che si accumula tra gli elementi. I radiatori devono essere periodicamente pitturati, direttamente in loco, per mezzo di particolari pennelli angolati che raggiungono l´interno degli elementi, utilizzando pittura all´acqua che non produce nessun fastidioso odore in casa.

Insieme di ossidi di ferro che si producono mettendo a contatto il ferro
con l’aria. La ruggine è il segno evidente di un processo di
degradazione del ferro in quanto la superficie diventa prima di un
colore marroncino, quindi comincia a prodursi un lieve polverino e, man
mano che il processo avanza, si formano scaglie sempre più grosse fino
alla totale perforazione e distruzione del metallo. La ruggine va
evitata in qualsiasi manufatto di ferro: ciò si ottiene applicando degli
“antiruggine”. Quando una parte di ferro è stata già aggredita dalla
ruggine, si può intervenire efficacemente usando particolari composti
detti “convertitori”. In ogni caso la ruggine deve sempre essere (prima
di qualsiasi trattamento) asportata completamente per mezzo di spazzole
di ferro, tele e carte smeriglio. Il metallo, una volta ripulito, deve
anche essere lavato con benzina o solvente in modo da asportare
totalmente il polverino di ruggine che può esservi rimasto. Poi si può
passare all’applicazione di prodotti antiruggine.
• Convertitore: liquido speciale in grado di
“convertire” la ruggine in un composto protettivo contro ulteriori
ossidazioni. La ruggine deve essere spazzolata in modo da asportare le
scaglie più grosse ed il convertitore va applicato a pennello in uno
strato continuo, versando in un contenitore la quantità di prodotto che
si prevede di usare. L’eventuale rimanenza non va reimmessa nel
contenitore originale, perché le inevitabili tracce di ruggine
innescherebbero il processo di conversione e renderebbero inutilizzabile
tutto il liquido. Il convertitore si lascia asciugare da 24 a 48 ore
(leggere bene le istruzioni), poi si stende lo smalto di finitura.

Mezzo di applicazione di idropittura, costituito da un cilindro
rivestito di pelo morbido di varia lunghezza. Il cilindro è imperniato
su un asse collegato ad una impugnatura. La pittura col rullo è
estremamente vantaggiosa quando si tratta di pitturare ampie superfici,
in quanto permette di eseguire lavori in breve tempo. Il rullo si
utilizza intingendolo nella pittura e facendolo passare su una griglia
apposita per sgrondare l’eccesso di liquido. Poi si fa scorrere il rullo
(abbastanza lentamente) sulla parete. Eseguendo più passate incrociate
si ottiene una pitturazione uniforme e completa. La lunghezza del pelo
di un rullo può essere variabile a seconda delle specifiche esigenze: se
si deve pitturare una parete perfettamente liscia conviene utilizzare
un pelo corto che non assorba molta pittura e non crei schizzi o
gocciolature; se bisogna dipingere una parete con una superficie più
rustica è necessario utilizzare un rullo a pelo lungo che possa entrare
più facilmente nelle irregolarità della superficie.
In questo caso, poiché assorbe più pittura, va
spostato più lentamente evitando schizzi o gocciolature. Esistono anche i
rulli per “bucciatura”, costituiti da un cilindro spugnoso con celle di
varia dimensione, utilizzati per stendere la pittura di tipo plastico
(abbastanza denso): le cellette cedono la pittura, ma creano anche una
sorta di effetto ventosa che lascia sulla parete dei rilievi regolari
(la bucciatura, appunto).
• Esistono infine i rulli che non si caricano di
pittura intingendoli ma riempiendo un serbatoio ricavato al loro
interno. Passando il rullo sulla parete la pittura viene ceduta in
continuo.

Elemento decorativo in fibra e gesso che si applica al soffitto, intorno
all’attacco del lampadario. Il rosone, variamente lavorato con motivi
floreali o geometrici, può anche essere dipinto con idropittura o con
smalti colorati in modo da rispondere a determinati criteri estetici.
Esistono anche rosoni da applicare su pareti verticali, sempre per scopi
di finitura ed abbellimento. Molto diffusi, poi, rosoni ed altri
elementi decorativi in polistirolo ad alta densità, che offrono
prestazioni e durata del tutto equivalente.Per mettere in opera il
rosone si può utilizzare il gesso (metodo tradizionale) o un ben più
comodo mastice di montaggio a base acrilica.

Il rubinetto può essere costituito in maniere molto diverse a seconda
dell’impiego e del sanitario che esso deve servire. Indipendentemente
dalla struttura esterna e dalla forma del rubinetto, lo schema di
funzionamento è sempre lo stesso. Un vitone centrale viene azionato e
fatto avanzare da una manopola fino a premere una guarnizione contro una
sede in cui perviene l’acqua. Ruotando la manopola la guarnizione si
allontana più o meno dalla bocca di arrivo dell’acqua e quindi si regola
l’afflusso. Per miscelare acqua fredda ed acqua calda i rubinetti sono
dotati di due comandi e di una camera di miscelazione. Oggi sono molto
usati i rubinetti “monocomando”, che permettono di ottenere una buona
graduazione della miscelazione per mezzo di una sola leva. I danni che
più frequentemente presentano i rubinetti sono: la deformazione della
guarnizione, che va sostituita, oppure il deposito calcareo che si forma
sulla sede della guarnizione stessa, che va eliminata con la “fresa per
rubinetti”. Può anche presentarsi una perdita dall’alto (dalla
manopola) in tal caso è da sostituire una particolare guarnizione detta
“premistoppa”. Un particolare tipo di rubinetto è quello “a sfera”. In
esso non è presente il vitone con guarnizione ma una sfera forata che
viene azionata da una leva esterna. Ruotando questa sfera si porta il
foro a essere coassiale o trasversale con la bocca erogatrice: nella
prima posizione si ha passaggio dell’acqua, nella seconda posizione si
ha la chiusura. Uno dei vantaggi è che si ottiene l’apertura da zero al
massimo con un quarto di giro della leva. Il rubinetto a sfera non ha
praticamente bisogno di manutenzione in quanto la sfera ruota in una
sede di teflon che è autolubrificante e praticamente non deformabile.
Questi rubinetti sono spesso usati, all’esterno, per creare “punti
acqua”.
• Monocomando: erogatore idrico dotato di un unico
comando a leva che, quando viene ruotato verso destra o verso sinistra,
distribuisce acqua fredda o calda, mentre se è alzato o abbassato
regola la quantità di acqua erogata. Il rubinetto monocomando sta
conoscendo una fase di grande espansione data la semplicità di
azionamento e la precisione di regolazione della temperatura.
Il monocomando, tra l’altro, è dotato di un
sistema di regolazione che molto difficilmente è fonte di gocciolamenti o
perdite, per cui dura moltissimo tempo prima di dover essere
sostituito: in genere basta cambiare la “cartuccia”, cioè il blocchetto
interno che contiene tutto il meccanismo.
Esiste anche un tipo di monocomando termostatico,
che presenta una ghiera sulla quale sono indicate le diverse
temperature: quando il rubinetto viene aperto esso provvede
automaticamente a erogare l’acqua alla temperatura impostata,
effettuando la giusta miscelazione tra acqua calda e fredda.
• Rubinetto di intercettazione: non ha il compito di
erogare acqua ma quello di chiudere o aprire l’afflusso d’acqua lungo
una tubazione. Viene spesso definito anche “valvola” appunto per questa
sua funzione di controllo. Il rubinetto di intercettazione, per quanto
riguarda il funzionamento interno, non differisce da un normale
rubinetto: può essere a vitone con guarnizione, oppure a sfera.
I rubinetti di intercettazione si collocano
all’inizio di un circuito idrico in modo da poterlo isolare quando si
debbano realizzare delle riparazioni: è quindi opportuno collocare un
rubinetto di intercettazione prima di un sanitario o di un gruppo di
sanitari, in modo da poter agire su questi senza dovere togliere l’acqua
a tutta l’abitazione.
• Bisogna ricordarsi di non serrare mai troppo
forte un rubinetto di intercettazione in quanto esso, rimanendo per
lungo tempo chiuso (o aperto), potrebbe poi presentare difficoltà di
manovra: è quindi buona norma aprire e chiudere a fondo tutti i
rubinetti di intercettazione una volta al mese, in modo da mantenere il
meccanismo libero da incrostazioni.